Trono di Spade: le pagelle

 

A una settimana dalla fine della settima stagione di Trono di Spade, possiamo finalmente valutare che cosa ci è piaciuto e dare le nostre personalissime “pagellone” ai personaggi della serie.

Attenzione: E’ TUTTO UNO SPOILER!

La mania dell’incesto. I fratelli Lannister ci riprendono gusto e mettono in cantiere un nuovo biondissimo pargolo. Erede che era, forse, il vero obiettivo di Cersei nell’approcciare il fratello. Per non farci mancare niente, la stagione si conclude con Daenerys che si accoppia con il self-made-king bastardo del Nord, ignorando che Jon è in realtà il figlio di suo fratello. Senza la sorpresa dell’incesto, tra l’altro, l’innamoramento tra Mr. Broncio Snow e la madre dei Draghi avrebbe toni da Tempo delle Mele. A proposito: si è già capito che ci scappa un piccolo Targaryen puro sangue. Senza voto, troppi tabù.

I draghi che combattono Anche grazie agli incassi delle prime stagioni, il budget per gli effetti speciali sembra finalmente dignitoso. E si vede: i draghi sono realistici e Dracarys è al centro di una battaglia epica contro i Lannister nei dintorni di Highgarden. Incongruenze a parte, finalmente un po’ di azione. Ben fatto: 8.

I draghi che muoiono. Da sette anni aspettiamo la battaglia contro gli Estranei. E quando abbiamo scoperto che il fuoco di drago li uccide, la soluzione al problema sembrava semplice. Bisognava convincere Daenerys a farsi una scampagnata oltre la Barriera, lanciare un po’ di fuoco di drago e la partita è chiusa. E invece il Re della Notte si rivela campione di Westeros di lancio del giavellotto di ghiaccio e abbatte un drago manco fosse un’anatra migratrice. Il drago, risorto, si unisce al suo esercito e scioglie la Barriera sputando fiamme blu. Fatto ancora meglio: 9.

Daenerys Targaryen. L’eterna indecisa alterna (ancora!) la voglia di vincere facile usando i draghi al sogno di essere una Regina amata dal popolo, senza fare la solita figura della Targaryen matta da legare. Mette finalmente piede a Westeros ma non conquista altro che un’isola e un castello vuoto. Perde tutti i suoi alleati prima di decidersi a usare i draghi per qualcosa di più di un barbecue. Sorvoliamo sull’innamoramento per l’eroe malmostoso del Nord. Restiamo in attesa: 6.

Varys: senza voto.

I dothraki: senza voto.

Jon Snow. In linea con quello che fa da anni, il musone in the North alterna momenti da scavezzacollo a discorsi da leader su bene del popolo e difesa delle tradizioni. Dagli Stark ha preso il peggio: la coerenza a tutti i costi, persino con quella tenerona di Cersei Lannister. Conclude la stagione andando a letto con la zia nella grande invidia del pubblico maschile (dopo Ygritte, pure Daenerys), come sempre inconsapevole dei colpi di fortuna che lo accompagnano. Baciato dalla fortuna: 7.

Brandon Stark. Il fratello che tutti vorrebbero: se vuoi scoprire qualche segreto, lui lo sa. Un personaggione il cui destino e il cui significato, secondo me, sono ancora tutti da esplorare. Sulla fiducia: 7.

Sansa Stark. Come sempre dà l’idea di essere una bambolina scema per tre quarti degli episodi, poi improvvisamente rivela di aver sempre saputo tutto e di essersi finta tonta. Il processo a Dito Corto la riabilita dai giudizi negativi (anche se con Brandon è troppo facile). Ben svegliata: 7.

Arya Stark. Al centro della scena epica che apre la stagione, Arya abbandona il ruolo di pesce spazzino che elimina i personaggi ormai inutili alla storia per tornarsene a casa. Qui si fa introversa, sospettosa e persino sibillina nei dialoghi con Sansa. Però la fa finita con Lord Baelish, nel modo migliore. Sei tutti noi: 7,5.

Cersei Lannister. L’episodio “La giustizia della Regina” la sintetizza perfettamente. Regina Cattiva per definizione, Cersei ha il vantaggio della coerenza, può piacere o non piacere, ma non lascia mai indifferenti. E che cosa sarebbe questa serie TV senza di lei? Facci sognare: 8.

Jaime Lannister. Anche lui paga i suoi debiti. E mantiene la parola. Sta diventando il Cavaliere per antonomasia, il lato più nobile della famiglia. Farà grandi cose al Nord, anche con una mano sola. Facci sognare pure tu: 8.

Tyrion Lannister. Meno al centro della scena rispetto alle precedenti stagioni, le sue uscite sono meno incisive. Può campare di rendita ma l’anno prossimo deve dare di più. Torna presto: 6,5.

Grey Worm /Verme Grigio. Il capo degli Unsullied (Immacolati) nella stagione 7 si vede poco. Ma prima di partire per una missione dal dubbio esito si concede un addio particolare con Missandei, consigliera di Daenerys Targaryen. Essendo evirato, concede alla sua donna del sesso orale da non ricambiare. E, solo per questo, 8.

Missandei: senza voto (che vuole di più?).

Davos Seaworth. Nessuno fa cose e vede gente quanto lui. Ti fa entrare nella Capitale, corrompe guardie, viaggia ovunque, risolve problemi. Poi però a Dragonstone insiste un po’ troppo coi complimenti a Missandei: chissà che c’è sotto. Mai mollare: 6.

Samwell Tarly. L’amico sfigato di Jon Snow si sveglia dal torpore e decide di abbandonare il club delle pippe mentali di Old Town per passare all’azione. Prima si improvvisa comparsa di Grey’s Anatomy e guarisce Mormont dopo avere letto un libro. Poi, ignaro che papà e fratello sono stati abbrustoliti dal fuoco di drago (e di essere quindi l’erede della sua piccola signoria), raccatta nel buio totale un paio di tomi dalla biblioteca e parte verso Grande Inverno. E ovviamente non si è portato dietro due edizioni economiche di romanzi di Ken Follett e delle migliori ricette di Benedetta Parodi. Bensì la “prova” che Jon Snow è il legittimo erede dei Targaryen e, statene certi, qualche segreto su come eliminare gli Estranei. Bibliofilo: 6.

Lady Brienne. La donnona bionda è avvitata su se stessa da un paio di anni: tra giuramenti a Catelyn Stark, ammirazione per Jaime Lannister e l’inquietante corteggiamento rude di Tormund. Fa da contorno a tutto ma incide poco. Quo vadis? 4.
Insieme a lei Podrick Payne, ss, e Tormund, 6 politico: lo preferivamo quando pensava solo al lavoro.

Littlefinger o Dito Corto o Lord Baelish. L’ex tenutario di bordelli della capitale è il grande motore nascosto di tutto Game of Thrones. E non ha mai smesso di tramare. Uno si immaginava chissà quale scopo nascosto, quale grande piano, e invece alla fine ci resta il dubbio che la sua vera motivazione fosse una passione un tantinello maniacale per le rosse. Ha fatto la fine che meritava giocandosela male, aveva stancato da tempo. Non mi mancherà: 5.

Yara Greyjoy. Il fratello mancato di Theon Greyjoy è un vero marinaio: “ho una donna o un uomo in ogni porto”, dice. Non riesce mai a concludere, però: le va male anche con la MILF di Dorne, Ellaria Sand. In una famiglia di smargiassi, il coraggio non basta. Manca gli obiettivi: 5.

Theon Greyjoy. Scopre gli attributi metaforici manifestando l’assenza degli attributi fisici. Ma anche qui siamo fuori tempo massimo e lo siamo da anni. Alzi la mano chi non l’ha mandato a quel paese quando ha abbandonato la sorella. Petulante e lamentoso: 3.

Euron Greyjoy. Il re degli spacconi si presenta nella Sala del Trono di Approdo del Re vestito come Fonzie da Arnold’s. Corsaro perfetto, tiene il personaggio e fa la sua parte senza distogliere troppo l’attenzione dalle linee narrative che contano. Ci sta: 7.

Sir Jonah Mormont. Ha più vite di un gatto ma continua a espiare le vecchie colpe e a compiere atti eroici per esprimere un amore idelizzato e senza speranze. Utile alla trama, ma dove sta andando? Per lui può finire in due modi: morire in modo eroico o diventare il nuovo capitano dei Guardiani della Notte. Per ora troppo devoto: 4,5.

Gendry. L’inverno è arrivato e il bastardo di Robert Baratheon viene riportato in scena nella stessa armeria in cui è comparso nella prima stagione. Lo troviamo più maturo e abile nell’uso del martello di guerra, che maneggia come fosse uno Swiffer. Si propone subito come best friend di Jon Snow per accompagnarlo nel pic-nic coi morti oltre la Barriera, ma il dubbio resta: avrà un qualche ruolo o è solo un riempitivo? Giudizio sospeso: sv.

Il Re della Notte. Talmente ben fatto e austero che quasi quasi vorrei vederlo vincere. Che poi, alla fine, sapremo mai chi glielo fa fare tutto questo sbattimento? On the Rocks: 8.

L’animazione dell’esercito dei non morti. Sembra di guardare The Walking Dead in salsa fantasy, anche gli effetti sonori sono molto, troppo simili. E si rischia di scivolare verso “L’Armata delle Tenebre”. Film cult, sì, ma un po’ trash. Manca solo Bruce Campbell: 3.

Le leggi della fisica. Dai dialoghi, ricaviamo che i dothraki possono percorrere la distanza Approdo del Re – Grande Inverno in due settimane. I corvi impiegano un tempo random a consegnare un messaggio. I Greyjoy spostano le loro navi con lo Stargate, perché arrivano ovunque in un attimo. In compenso, l’armata degli Estranei ha camminato 6 anni prima di arrivare al muro (e non devono neppure fermarsi per dormire e mangiare). Ridicolo: 3.

Tags: Trono di Spade

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